PUGLIAteatro: FEDERICO BUFFA IN “RIVADEANDRÈ” A CERIGNOLA, CONVERSANO E BISCEGLIE. IL 12, 14 E 15 FEBBRAIO
Federico Buffa torna a calcare i palcoscenici pugliesi dal 12 al 15 febbraio con il suo “Rivadeandrè” per la regia di Marco Caronna. Lo spettacolo rientra nelle stagioni teatrali organizzate dai comuni di Cerignola, Conversano e Bisceglie in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Primo appuntamento domenica 12 febbraio al Teatro Mercadante di Cerignola; si prosegue martedì 14 febbraio al Cinema Teatro Norba di Conversano per chiudere, infine, il 15 febbraio al Politeama Italia di Bisceglie. Sipario sempre alle ore 21.00. Inoltre, in occasione dello spettacolo a Bisceglie, il 15 febbraio, alle 18.30, Federico Buffa, Marco Caronna e Alessandro Nidi incontreranno il pubblico nel Foyer del Politeama Italia per un incontro moderato dal giornalista Francesco Costantini. È il 14 settembre del 1969, dopo una partita a Genova di un Cagliari che proprio quell’anno avrebbe vinto l’unico, storico scudetto. Gigi Riva va a trovare Fabrizio De André nella sua casa di Genova. Sembra un incontro tra due mondi lontanissimi e invece, nel silenzio che caratterizza la prima parte della serata, scorrono i pensieri di due randagi che, in campi e in modo diversi, hanno sempre scelto di stare dalla parte degli altri randagi…In mezzo ai silenzi si snodano i punti di contatto di due universi che condividono la Sardegna, il popolo della Sardegna, il mare, i colori, il rosso e il blu, uno del Cagliari, l’altro del Genoa, il pubblico che li segue religiosamente, il calcio, la musica, le canzoni…Una in particolare…quella “Preghiera in Gennaio” che Fabrizio scrive tornando dal funerale dell’amico Luigi Tenco. Una canzone che colpirà nel profondo Rombo di Tuono. Gigi la ascolta ossessivamente e ne vuole parlare con chi quella preghiera l’ha scritta. Ancora silenzio, pensieri su ciò che è stato e ciò che sarà, scorribande temporali che il teatro ha la magia di rendere più vere del vero, la sera diventa notte… E i due cominciano a parlare… E la notte diventa alba, entra in scena un “maître à penser” di Fabrizio, Georges Brassens, ispiratore anche di una certa propensione all’anarchia del più forte attaccante della storia del nostro calcio, scorrono parole e parole di canzoni, galoppate verso un sinistro che gonfia la rete o un inciso che entra nell’anima…Quando le parole diventano di troppo Fabrizio regala a Gigi la sua chitarra, Gigi regala a Fabrizio la sua maglia numero 11. I due si salutano, non si vedranno mai più. Forse, proprio per questo, un incontro diventa teatro.
MOLA DI BARIteatro: “MI CHIAMO LUIGI – VITA IN MUSICA DI LUIGI TENCO” CON GIORGIO VIGNALI E VITO SCHIRONE. L’11 FEBBRAIO AL “VAN WESTERHOUT”
Sabato 11 febbraio, per la stagione teatrale 2023 del Comune di Mola di Bari, organizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, Giorgio Vignali e Vito Schirone con Agata Paradiso, portano in scena al Teatro Van Westerhout “Mi chiamo Luigi – Vita in musica di Luigi Tenco” (sipario ore 21.00). A distanza di 55 anni dalla sua scomparsa carica di misteri, Luigi Tenco fa ancora parlare di sé e non manca mai di riempire le pagine dei giornali e le trasmissioni televisive. Ennio Morricone descrisse così Luigi Tenco: l’artefice della migliore musica autoriale italiana. Ma Tenco fu anche un precursore della rivoluzione culturale e sociale che nel 1968, un anno dopo la sua morte, segnò un radicale cambiamento della musica leggera italiana. Questo spettacolo a lui dedicato non vuole solo celebrare le sue creazioni musicali ma anche raccontare l’uomo al di là del personaggio, la sua anima e soprattutto la sua levatura morale e la sua correttezza professionale. Una persona perbene e ricca di valori che per amore si trovò a confrontarsi e a scontrarsi con le complicate dinamiche commerciali di una discografia che gestiva la musica leggera italiana e i suoi indotti, festival incluso. Questo racconto musicale ricostruisce anche alcune tappe delle indagini relative alla morte dell’artista ancora avvolta nel mistero, suggerendo al pubblico una verità scomoda e drammatica che ancora sconcerta giornalisti, familiari e amici di uno dei cantautori più innovativi della musica italiana. “Mi chiamo Luigi” è uno spettacolo musicale che grazie alle note alle immagini e alle parole dipinge il ritratto di uno dei più originali e innovativi musicisti italiani,ma soprattutto il carattere poliedrico e catartico di un uomo onesto verso se stesso e verso il suo pubblico.
MARTINA FRANCAteatro: “UNA COMPAGNIA DI PAZZI” SABATO 11 FEBBRAIO AL PICCOLO TEATRO “VALERIO CAPPELLI”.
Il quarto spettacolo inserito nel cartellone della Stagione Teatrale del Comune di Martina Franca, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese andrà in scena sabato 11 Febbraio alle 21.00 al Piccolo Teatro Comunale “Valerio Cappelli” con la compagnia ALT Academy. Lo spettacolo ambientato nel 1944, alla fine seconda guerra mondiale, vede protagonisti due infermieri che gestiscono un manicomio con soli 3 pazzi, alle pendici di un paesino ai confini con l’Emilia Romagna. La guerra si svolge nelle vicinanze, ma in questo manicomio nulla succede e queste cinque persone vivono la loro vita, come se intorno non fosse successo nulla. Gli infermieri non si comportano da infermieri, ma con il loro pazienti c’è una confidenza come se convivessero tutti sotto lo stesso tetto. È un manicomio quasi dismesso, dove sono rimasti soltanto Umberto un cantante rinchiuso dal regime fascista perché troppo vicino ad ambienti comunisti, Natalino un uomo di 60 anni non parla quasi mai, rinchiuso in manicomio perché omicida di un gerarca fascista, e Benni un ragazzo che vive da anni in ospedali e manicomi psichiatrici, abbandonato sin dalla nascita, logorroico e fissato con la pulizia. I biglietti possono essere acquistati al botteghino del Piccolo Teatro Comunale “V.Cappelli”, il mercoledì e il venerdì dalle 18.00 alle 21.00, o tramite il circuito vivaticket. Costi: 15,00 euro, primo settore 12,00 euro, secondo settore 10,00 euro, studenti. Info 328.4860906
BRINDISI, “VERDI IN JAZZ”: OTTAVIANO E DI MODUGNO IN CONCERTO NEL FOYER DEL TEATRO VERDI. VENERDì 10 FEBBRAIO.
Un concerto nel foyer del Nuovo Teatro Verdi di Brindisi. Il quarto e ultimo appuntamento del festival “Verdi in Jazz” – in programma venerdì 10 febbraio alle ore 19.00 – vede protagonista il “Pinturas duo” con Roberto Ottaviano e Nando Di Modugno, una fusione di energia tra un calice di vino e una rotta sonora che valorizza la creatività e la personalità degli artisti in scena. Il festival è organizzato dal Teatro Pubblico Pugliese e dalla Fondazione Nuovo Teatro Verdi ed è parte integrante dell’offerta del politeama brindisino per la stagione 2022-23, un viaggio trasversale nella vocazione multidisciplinare del teatro. L’ultimo concerto del festival sarà anche un incontro tra la musica e il vino offerto al pubblico da Tenute Lu Spada. Con la loro grammatica Jazz, i due musicisti disegnano paesaggi e storie immaginarie. I colori si diffondono sopra una infinita tavolozza fatta di musiche celebri, da Ravel a Veloso, da Towner a Shankar, che restano legate all’idea di un messaggio nella bottiglia. Sax e chitarra si intrecciano in un percorso pieno di alchimie e sfumature musicali che spaziano dal Jazz classico alle radici etniche, dalla canzone pura ai grandi classici in un continuo gioco di rimandi, ammiccamenti e divertimento. Due ospiti che vedono nel Jazz un linguaggio chiave, pieno di contaminazioni espressive e libertà di improvvisazione, capace di schiudere inattesi orizzonti musicali. Voglia di conoscere e giocare con i suoni sono infatti il mantra del “Pinturas duo”. E se il gioco è la cosa più seria al mondo, i due musicisti, da anni amici e colleghi sul palco, si misurano con il loro portato culturale grazie al terreno fertile del Jazz, che diventa strumento per dipingere note, ‘pennello’ con cui raccontare e costruire mondi. Una grande distesa policromatica disseminata di brani celebri, in cui i fiati del sax e le corde della chitarra si intrecciano in una trama fatta di sonorità evocative. L’incontro elettivo che lega i due virtuosi in imprevedibili interplay crea un programma eterogeneo che avanza sul limen della contaminazione culturale e musicale regalando atmosfere cariche di energia e di vitalità. Un affresco dinamico proiettato al di là dei confini territoriali anche se profondamente allignato nell’archetipo del Sud. I due artisti non hanno bisogno di presentazioni, considerate le ricche discografie e i numerosi riconoscimenti. Roberto Ottaviano, compositore e sassofonista, vanta studi con maestri di spicco del panorama musicale come Federico Mondelci e Steve Lacy, Bill Russo e George Russell, oltre che una intensa attività concertistica in Europa, Stati Uniti, Israele, Brasile, Messico e Asia, assieme a collaborazioni con alcuni dei più importanti musicisti di caratura internazionale. Una carriera anche da didatta a Woodstock in Usa, al Conservatorio di Città del Messico, alla Musikhochschule di Vienna. Dal 1989 Ottaviano è titolare della cattedra di Musica Jazz al Conservatorio Niccolò Piccinni di Bari. «Con grande tenacia e lungimiranza prosegue nella sua fervida attività di ricerca»: con questa motivazione la giuria di Top Jazz 2022, il referendum annuale indetto dalla rivista Musica Jazz, ha conferito al sassofonista e compositore pugliese il riconoscimento di musicista italiano dell’anno. Ottaviano, da sempre legato a una visione del Jazz quale spazio di sperimentazione senza confini, ha conquistato anche il quarto e l’undicesimo posto come formazione dell’anno con il quintetto Eternal Love e in duo con Alexander Hawkins. «Senza retorica o ipocrisia, il mio impegno, oltre qualsiasi referendum, è sempre stato costante, e per come sono fatto alla mia età, è ancora una battaglia, perché non riesco a scindere il gesto musicale da quello umano prima ancora che sociale, e questa è un epoca in cui faccio sempre più fatica a riconoscermi», ha scritto Ottaviano sui social commentando la notizia. Nando Di Modugno, uno dei chitarristi più rappresentativi della scena classica e Jazz internazionale, è docente di chitarra al conservatorio di Bari e annovera studi con Linda Calsolaro, allieva del leggendario chitarrista spagnolo Andrés Segovia e figlia di Vincenzo, tra i maggiori rappresentanti della tradizione di barbieri-musicisti nel Salento del secolo scorso. La familiarità con la musica d’arte della scuola spagnola e un’appassionata curiosità per la letteratura chitarristica delle varie epoche storiche lo hanno indirizzato verso una carriera che lo vede al fianco di artisti dello spessore di Nicola Piovani e Fabrizio Bosso e che, in passato, ha incrociato l’universo poetico di Ennio Morricone. I biglietti – 12 euro – sono disponibili al botteghino del teatro e online sul circuito Vivaticket al link bit.ly/3kyGJc2.
POLIGNANOteatro: “DETTO FATTO” CON VITO FACCIOLLA. IL 10 FEBBRAIO AL TEATRO VIGNOLA.
Prosegue la stagione di prosa 2023 organizzata dal Comune di Polignano in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Venerdì 10 febbraio Vito Facciolla porta in scena al Teatro Vignola “Detto fatto – Percorso a ritroso nel futuro pascaliano” (sipario ore 21.00). “Quando si studiano a fondo la vita, le opere e il pensiero di un personaggio, in un certo qual modo, si finisce per identificarsi in esso. Man mano, negli anni, scopri che certi pensieri, determinati modi di fare e di vedere l’arte, inevitabilmente ti hanno influenzato e ormai fanno parte di te. A me è successo con Pino Pascali. La prima volta che l’ho “conosciuto” avevo quattro o cinque anni, in visita con i miei al cimitero, dove immancabilmente s’incontravano i suoi genitori che usavano trascorrere lì gran parte delle loro giornate. Pian piano la curiosità verso questo personaggio è cresciuta sempre di più. Ricordo che nei primi anni ’90, appena arrivato a Roma, mi ritrovavo con la moto, involontariamente, a seguire le sue orme: in quegli anni Pino era diventato il mio amico immaginario. Una mattina mentre “dialogavo” con lui mi ritrovai nella metropolitana tappezzata da grandi manifesti di una mostra rappresentata da una sua opera. Rimasi sbalordito dalla sincronicità del pensiero. Il Pascali artista lo conoscevo bene ma per conoscere meglio la persona avevo bisogno di sentire i suoi “amici” e colleghi. E proprio grazie al teatro trovai finalmente un’adiacenza con lui e quell’urgenza che mi portavo dentro divenne necessità di dedicargli uno spettacolo.” Vito Facciolla
MASSAFRAteatro: LICIA LANERA IN “CON LA CARABINA” (PREMIO UBU 2022). IL 10 FEBBRAIO AL TEATRO COMUNALE.
Per la stagione di prosa 2022/23 organizzata dal Comune di Massafra con il Teatro Pubblico Pugliese, venerdì 10 febbraio Licia Lanera porta sul palco del Teatro Comunale “Con la carabina”, spettacolo vincitore dei Premi Ubu 2022 come miglior regia e miglior nuovo testo straniero (sipario ore 21.00). Una bambina di 11 anni, che un tribunale francese ha riconosciuto consenziente allo stupro che ha subito da parte di un amico del fratello maggiore, decide, diventata donna, di farsi giustizia da sola. La storia è continuamente divisa tra passato e presente: il primo ambientato in un luna park, il secondo a casa della donna. In entrambi i luoghi si consuma una violenza, ma i ruoli sono invertiti. Lo spettacolo è claustrofobico e violento, si muove scandito dalle luci di un set fotografico che muta continuamente per mano degli attori stessi. Con la carabina è un testo lucido e imparziale, che fugge dall’idea di dividere categoricamente il mondo in buoni e cattivi, ma analizza i meccanismi culturali e antropologici che fanno scaturire alcuni comportamenti violenti. Licia Lanera sottolinea come «l’analisi di questi meccanismi, insieme ad una scrittura viva e affascinante, sono gli elementi che mi hanno portato prima ad abitarlo, poi a patirlo e infine a metterlo in scena. Ne è venuto fuori uno spettacolo-incubo, un non luogo, in cui ci sono due attori/servi di scena che si fanno ora adolescenti ora adulti ed evocano attraverso la parola e pochi elementi scenici, la dinamica di una storia atroce». Licia Lanera dirige Danilo Giuva ed Ermelinda Nasuto, affondando nella strada della violenza attraverso il potere evocativo della parola. Due attori che attraverso il gioco teatrale accompagnano lo spettatore negli inferi, dove viene meno ogni concetto di giusto e sbagliato. Biglietti a partire da 5 euro. Il Botteghino del Teatro Comunale sarà aperto la sera di spettacolo a partire da un’ora prima dello spettacolo. Posti limitati e prenotazione obbligatoria al numero 3246103258.
PUGLIAteatro: “INSIGHT LUCREZIA” CON NUNZIA ANTONINO A MANFREDONIA E BARI. IL 9, 11 E 12 FEBBRAIO.
Il 9, 11 e 12 febbraio Nunzia Antonino porta in scena a Manfredonia e Bari “Insight Lucrezia” per la regia di Carlo Bruni. Lo spettacolo si inserisce nelle stagioni teatrali 2022/23 organizzate dal Comune di Manfredonia e dal Comune di Bari in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Prima tappa al Teatro Comunale Lucio Dalla di Manfredonia (sipario ore 21.00); secondo e terzo appuntamento sul palco del Teatro Piccinni di Bari l’11 e il 12 febbraio (sipario rispettivamente alle 21.00 e alle 18.00). La scena fantasmatica evoca la festa di nozze di Lucrezia Borgia con Alfonso D’Este a Ferrara. La preparazione, il rituale, i rapporti con gli invitati favoriscono una ricognizione della sua vita. L’ambiente è caratterizzato dalla presenza di un trono che suggerisce anche la funzione di confessionale, ma davanti una ribalta evoca evidentemente il Teatro, con orchestra di musici annessa per completare la rappresentazione del già avvenuto. La musica non “accompagna”, interagisce e talvolta interferisce: si manifesta nella presenza in “buca” dei musici, eppure anch’essa abita Lucrezia, le sta dentro. Lucrezia, condannata a recitare una parte, è pegno di guerra ma anche inarrestabile soldato in politica: tutta la sua vita di donna, di figlia, moglie, amante e madre “fattrice”, la schiaccia in un destino femminile che le sta stretto ma cui non può sfuggire. Ricordi e relazioni scorrono nel suo discorrere con i fantasmi della serata. Dentro Lucrezia si agitano voci, presagi, immagini di eventi futuri: l’incontro con la competitiva cognata Isabella, marchesa di Mantova, i precedenti mariti: Giovanni da Pesaro e Alonso di Bisceglie, la presenza ingombrante del padre, papa Alessandro VI, e del Valentino, suo fratello Cesare Borgia. La festa si svolge fra infinite portate e rappresentazioni teatrali.
PUGLIAteatro: LUIGI LO CASCIO, VINCENZO PIRROTTA E GIOVANNI CALCAGNO IN “GILGAMESH”. DALL’8 AL 12 FEBBRAIO A LECCE, PUTIGNANO E BARLETTA.
Dall’8 al 12 febbraio Luigi Lo Cascio, Vincenzo Pirrotta e Giovanni Calcagno portano in scena in Puglia “Gilgamesh – L’epopea di colui che tutto vide”. Cinque gli appuntamenti tra Lecce, Putignano e Barletta per le stagioni teatrali organizzate dalle amministrazioni comunali in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Si inizia mercoledì 8 febbraio al Teatro Apollo di Lecce (sipario ore 21.00), proseguendo il 9 febbraio al Teatro Comunale di Putignano (sipario ore 21.00), terminando con una tre giorni, dal 10 al 12 febbraio, al Teatro Curci di Barletta (sipario ore 21.15 il 10 e l’11 febbraio e ore 18.30 il 12 febbraio). Sabato 11 febbraio alle 18.30, nel foyer del Teatro Curci, Luigi Lo Cascio, Vincenzo Pirrotta e Giovanni Calcagno incontrano il pubblico. Dialoga con la compagnia Floriana Tolve. Interviene Oronzo Cilli, Assessore alla Cultura Comune di Barletta. Circa due secoli fa, negli scavi della biblioteca di Assurbanipal a Ninive, gli archeologi portarono alla luce una serie di tavolette. Quando fu decifrata la scrittura cuneiforme, esse rivelarono il titolo di un poema: Di colui che vide le profondità e le fondamenta della terra. Gilgamesh è il più antico poema del mondo. È la storia di un giovane re che, dopo aver sperimentato il dolore per la morte del migliore amico, lascia il trono per andare alla ricerca del segreto della vita eterna. Alla fine del suo peregrinare, dopo aver interrogato l’unico uomo sopravvissuto al Diluvio, torna in patria con la certezza che il destino dell’uomo è di essere mortale. II viaggio di Gilgamesh ai confini del mondo, da un punto di vista eroico, è un completo fallimento, ma la sua sconfitta diventa un nuovo punto di comprensione delle cose della vita.
PUGLIAteatro: LUCREZIA LANTE DELLA ROVERE E STEFANO SANTOSPAGO IN “LA DIVINA SARAH”. DALL’8 ALL’11 FEBBRAIO A CORATO, GIOA DEL COLLE, NARDÒ E GROTTAGLIE.
Dall’8 all’11 febbraio Lucrezia Lante Della Rovere e Stefano Santospago saranno in Puglia con lo spettacolo “La divina Sarah” per la regia di Daniele Salvo. Quattro le tappe: mercoledì 8 febbraio al Teatro Comunale di Corato (sipario ore 20.30); giovedì 9 febbraio al Teatro Rossini di Gioia del Colle (sipario ore 21.00); venerdì 10 febbraio al Teatro Comunale di Nardò (sipario ore 21.00) e sabato 11 febbraio al Teatro Monticello di Grottaglie (sipario ore 21.00). Lo spettacolo rientra nelle stagioni teatrali organizzate dai quattro comuni in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Il 9 febbraio a Gioia del Colle, prima dell’inizio dello spettacolo, Lucrezia Lante Della Rovere e Stefano Santospago dialogheranno con il critico d’arte Gianfranco Terzo in un incontro aperto al pubblico che si terrà, a partire dalle ore 19:00, nel foyer superiore del Teatro comunale Rossini. Nel diciannovesimo secolo, una famigerata attrice francese, divenne nota come “The Divine Sarah”: Sarah Bernhardt, The First Artist Superstar. Ma era più di una semplice “superstar” era un essere incredibile, un’anima meravigliosa. Sarah Bernhardt nacque in Francia nel 1844, figlia illegittima di una cortigiana, era destinata a condurre una vita normale. Il suo progetto originale di essere una suora, non era il percorso che sua madre, importante cortigiana parigina, immaginava per lei, ma Sarah, con il sostegno dei suoi mecenati, divenne un’attrice. “Divina” agli occhi di Oscar Wilde, “Voce d’oro” per Victor Hugo, “mostro sacro” del teatro francese per usare l’espressione scelta da Sacha Guitry, la grande tragica Sarah Bernhardt ispira “Memoir” al drammaturgo John Murrell, da cui è tratto il testo di Eric Emmanuel Schmitt.
FOGGIAteatro: ELIO GERMANO e TEHO TEARDO in “PARADISO XXXIII” IL 9 E 10 FEBBRAIO AL GIORDANO. IL 9 FEBBRAIO ALLE 19.30 L’INCONTRO CON IL PUBBLICO.
La stagione teatrale 2022/2023 organizzata dal Comune di Foggia in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese prosegue con un appuntamento imperdibile: giovedì 9 e venerdì 10 febbraio Elio Germano e Teho Teardo portano in scena sul palco del Teatro Giordano “Paradiso XXXIII” (sipario ore 21.00). Il 9 febbraio alle 19.30 Elio Germano e Teho Teardo incontrano il pubblico nella Sala Fedora del Teatro Giordano. “Paradiso XXXIII” è uno spettacolo divulgativo senza che niente sia spiegato. Dante Alighieri, nel 33esimo canto del Paradiso, si trova nell’impaccio dell’essere umano che prova a descrivere l’immenso, l’indicibile, prova a raccontare l’irraccontabile. Questo scarto rispetto alla “somma meraviglia” sarà messo in scena creando un’esperienza unica, quasi fisica per lo spettatore al cospetto dell’immensità. Elio Germano e Teho Teardo sono voce e musica per dire la bellezza e avvicinarsi al mistero, l’immenso, l’indicibile ricercato da Dante nei versi del XXXIII canto del Paradiso. Dal suono avvincente ed “etterno” germoglia la musica inaudita e imprevedibile del compositore d’avanguardia e scaturisce la regia visionaria e impalpabile di Simone Ferrari e Lulu Helbaek, poeti dello sguardo, capaci di muoversi tra cerimonie olimpiche, teatro e show portando sempre con loro una stilla di magia del Cirque du Soleil. Grazie alla loro esperienza crossmediale, accadrà qualcosa di magico e meraviglioso di inspiegabile, trascendendo qualsiasi concetto di teatro, concerto o rappresentazione dantesca attraverso una contaminazione di linguaggi tecnologici e teatrali. Info:Teatro GiordanoBotteghino tel. 0881.792908www.teatrogiordano.itwww.teatropubblicopugliese.itapp teatrogiordano