NOVOLIteatro: SABATO 19 MARZO “NOTE DI UN VIAGGIO” DI PINO INGROSSO AL TEATRO COMUNALE.
Sabato 19 marzo (ore 21 – ingresso 10 euro/ridotto 8 euro) al Teatro Comunale di Novoli con “Note di un viaggio” di Pino Ingrosso prosegue la stagione teatrale promossa da Comune di Novoli, Teatro Pubblico Pugliese e Factory Compagnia Transadriatica in collaborazione con Blablabla nell’ambito della rete Teatri del Nord Salento che coinvolge anche i comuni di Campi Salentina e Trepuzzi. “Padri, madri, eroi” è la linea sottile che attraversa questa stagione con nove appuntamenti serali tra teatro musica, circo e danza e quattro appuntamenti per le famiglie.“Note di un viaggio” è uno spettacolo nato da un’idea di Pino Ingrosso, artista salentino da sempre al fianco di Nicola Piovani, Premio Oscar per le musiche del film di Roberto Benigni “La vita è bella. Un viaggio teatrale musicale, un racconto leggero e brillante di un passato che ancora ci appartiene; un viaggio che scandisce, con leggerezza e un pizzico di nostalgia, modi, tradizioni, costumi e usanze del Salento rivissuti attraverso i ricordi d’infanzia, i racconti degli anziani, le sonorità tipiche, colori, suoni e profumi capaci di rievocare una civiltà ancestrale comune non solo al Sud d’Italia, ma a tutti i Sud del mondo. La musica che impreziosirà lo spettacolo, è un carosello di sonorità mediterranee, figlie di tutte le dominazioni che hanno caratterizzato il Salento nel corso dei secoli. La maggior parte dei brani dello spettacolo, sono composti da Pino Ingrosso con la peculiarità di essere stati scritti in dialetto salentino e in italiano, proprio per essere maggiormente fruibili anche da un pubblico non squisitamente locale. Uno spettacolo sulla poetica della terra, quindi, e sulla filosofia degli antichi saperi; un percorso di aiuto nella riflessione, attingendo dal ricchissimo patrimonio musicale salentino ma senza nostalgia con la voglia di proiettarsi nel futuro; il regalo di una nuova prospettiva che ci aiuti a riflettere su come siamo per meglio comprendere come dovremmo essere”. Un lavoro per sottolineare che, il vastissimo patrimonio musicale sulla tradizione popolare salentina, “non è solo pizzica”, come invece, qualcuno vuole farci credere. In scena Pino Ingrosso (voce, chitarre, ukulele) è affiancato da Umberto Malagnino (basso), Ronny Leva (tres cubano, cavaquinho), Dario Cota (tastiere e fisarmonica), Davide Chiarelli (batteria e percussioni), Daniela Guercia (voce recitante, cori e colori percussivi).Fino al 14 maggio si esibiranno Wu Ming 2 e la compagnia circense El Grito con “L’uomo calamita”, Oscar De Summa con “L’ultima eredità”, Roberto Anglisani che indagherà il mito del Minotauro, il duo Nardinocchi – Matcovich con “Arturo”, Sara Bevilacqua con il toccante “Stoc Ddo’”, Salvatore Cosentino e (nello Chapiteau di Novoli) Los Guardiola, duo di tangueri argentini dalla comicità sorprendente. Dopo l’anteprima con “Farfalle” di Otto Marco Mercante, fino al 24 aprile prosegue anche “Ci vuole un fiore – famiglie a teatro” con “Peter Pan”, una coproduzione Factory Compagnia Transadriatica e Fondazione Sipario Toscana, “Topo Federico” di e con Roberto Anglisani e “La storia di Hansel e Gretel” della compagnia Crest.
TOUR PUGLIESE DI “OVVI DESTINI” CON VANESSA SCALERA, ANNA FERZETTI, DANIELA MARRA E PIER GIORGIO BELLOCCHIO A ARADEO, CEGLIE MESSAPICA, PUTIGNANO E CORATO.
Parte domani, giovedì 17 marzo il tour pugliese di “Ovvi Destini” con la pugliese doc Vanessa Scalera, insieme ad Anna Ferzetti, Daniela Marra e Pier Giorgio Bellocchio, per la drammaturgia e regia di Filippo Gili che, dopo il successo della Trilogia di Mezzanotte, torna a scavare le relazioni familiari. «Filippo Gili, il regista e autore di “Ovvi Destini”, ha scritto il testo suggestionato da due opere, la prima è “Stalker” di Tarkoskij la seconda un racconto di Buzzati “Il crollo della baliverna” – spiega la Scalera -. La fantasia prolifica di Gili ha poi partorito questa che è la storia di tre sorelle: Laura, Lucia e Costanza. Costanza è su una sedia a rotelle per colpa di un incidente provocato dalla sorella Laura, ma ne Costanza ne Lucia conoscono il dramma di Laura, solo uno strano personaggio, Carlo, che inizia a ricattare la maggiore dele sorelle.Quest’uomo offrirà a Laura la possibilità di realizzare un desiderio di quelli irrealizzabili. Potrei andando avanti svelare il finale, e quindi mi taccio. È un testo complesso, che ha bisogno di concentrazione massima ad ogni replica, perché butta noi interpreti davanti ad una situazione limite. È un testo sul senso di colpa, parlo in questo caso del mio personaggio (Laura) e quanto questo possa poi alla fine agire sulla la vita degli uomini… cambiarla, colorarla di grigio. In scena ci sono tre bravissimi attori: Ferzetti, Marra, Bellocchio», conclude l’attrice. Lo spettacolo sarà il 17 marzo ad Aradeo (Teatro Comunale Domenico Modugno, ore 21) dove, dopo lo spettacolo, il cast incontrerà il pubblico; e poi a Ceglie Messapica il 18 marzo (Teatro Comunale, ore 21), il 19 marzo a Putignano (Teatro Comunale, ore 21) dove nel pomeriggio alle 18 Vanessa Scalera e la compagnia incontreranno il pubblico con il supporto del moderatore Francesco Russo; e infine il 20 marzo a Corato (Teatro Comunale, ore 19) dove prima dello spettacolo, alle 17 Vanessa Scalera e la compagnia incontreranno il pubblico all’interno dell’iniziativa “Adotta uno spettacolo!”. L’incontro è curato dall’associazione “Oltre le radici”.
FOGGIAteatro: IL 17 E 18 MARZO ARRIVANO ALE&FRANZ CON “COMINCIUM”. RINVIATO AL 15 MAGGIO LO SPETTACOLO PER FAMIGLIE.
Giovedì 17 e venerdì 18 marzo per la stagione teatrale del Comune di Foggia in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese (Teatro Giordano, ore 21) ci saranno Ale&Franz con “Comincium”, un inno alla ripartenza e alla voglia di leggerezza. “…Ripartiamo da dove eravamo rimasti ovvero dalla voglia di vedervi ridere. Riprendiamo quel cammino che negli ultimi venticinque anni ci ha permesso di raccontarvi le nostre storie, i nostri incontri; ci ha permesso di ridere innanzitutto di noi stessi, come davanti ad uno specchio, e ci ha aiutato a condividere, con voi, la nostra comicità. Siamo pronti. Mezza sala. Buio Comincium! … perché ci siete mancati tanto” scrivono nella presentazione dello spettacolo. Per giovedì alle 19.30 nella sala Fedora del Teatro Ale e Franz incontreranno il pubblico. Modera l’appuntamento il giornalista Enrico Ciccarelli. Sempre a Foggia è spostato a domenica 15 maggio alle 19.30 lo spettacolo per famiglie inizialmente in programma al Teatro Giordano per il 20 marzo. “Nel castello di Barbablu” di Kuziba Teatro Un viaggio avventuroso dentro ciò che non conosciamo ancora di noi e del mondo che ci circonda, è un percorso dentro la curiosità che ci permette di sfidare le nostre paure e che ci racconta di come a volte la disobbedienza può essere un passaggio importante per diventare grandi. Chi ha già acquistato il titolo di accesso potrà, qualora impossibilitato a prendere parte allo spettacolo nella nuova data, chiedere il rimborso del biglietto.
NICHI VENDOLA IL 2 APRILE A OSTUNI E IL 23 APRILE A BITONTO CON “QUANTO RESTA DELLA NOTTE”.
Dopo il felice debutto con sold out al teatro Piccinni di Bari, “Quanto resta della notte”, lo spettacolo di e con Nichi Vendola sul palcoscenico, arriva a Bitonto e Ostuni. Il monologo è in programma a Ostuni il 2 aprile a Palazzo Roma (in sostituzione dello spettacolo “Cosa nostra spiegata ai bambini” la cui data non era ancora stata annunciata”) e a Bitonto il 23 aprile al Teatro Traetta (in sostituzione dello spettacolo “Il Nodo” in programma lo scorso 17 dicembre: gli abbonamenti e i biglietti già acquistati per quella data sono validi) per le stagioni di prosa delle rispettive amministrazioni in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Si tratta di otto capitoli poetici accompagnati e vestiti dalle musiche prodotte da Populous e dai video di Mario Amura. Parole, versi e suoni in cerca di un giorno nuovo. Un progetto in cui libri, musica e teatro si incontrano in un confronto tra sguardi e linguaggi. Si parla della patria al singolare, dei nazionalisti e dei sovranisti e della patria al plurale, di chi combatte la guerra, il razzismo, il maschilismo, il suprematismo in tutte le sue forme. Si parla di noi al tempo del Covid, della cultura dello stupro e del femminicidio, del potere maschile e della sua vocazione all’onnipotenza, di lesione della democrazia, di sospensione dei diritti fondamentali di libertà, di sequestro di persona e di tortura ad opera degli apparati dello Stato. Si parla di Genova nel 2001 e di Carlo Giuliani, della miseria della politica e della crisi delle parole della vita pubblica. Si parla della morte e della nascita, della casa e della famiglia, dell’amore e del figlio, della luce di un giorno nuovo. Assieme ai suoi versi, già raccolti in “Patrie” edito da Il Saggiatore, Vendola porterà sul palco grandi poeti e autori come Yehuda Amichai, Alessandro Manzoni, Alda Merini, Franz Kafka, Wislawa Szymborska, Bertold Brecht, Marguerite Yourcenar, Edgar Lee Masters, Orazio, Giacomo Leopardi, Ugo Foscolo, Vittorio Bodini, Rocco Scotellaro, Tommaso Di Ciaula, Saffo e, immancabile, Pier Paolo Pasolini. Parole, versi e suoni in cerca di un giorno nuovo, uno spettacolo al debutto, con l’amichevole collaborazione del regista Valter Malosti, per un Nichi Vendola come non lo abbiamo mai visto.
SANSEVEROteatro: VENERDI’ 18 MARZO AL TEATRO VERDI LO SPETTACOLO “DONNE DELLA RIVOLTA”.
Prosegue la stagione teatrale 2021 – 2022 organizzata dal Comune di San Severo – Assessorato alla Cultura, in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Venerdì 18 marzo 2022 (porta ore 20,30, sipario ore 21,00) andrà in scena DONNE DELLA RIVOLTA di Elvira Cannelonga e Antonella Tenace – Compagnia Foyer 97, con Marinella Boncristiano, Elena Carafa, Gabriella Pennacchia e Antonella Tenace. “Donne della Rivolta – dichiarano il Sindaco Francesco Miglio e l’Assessore alla Cultura Celeste Iacovino trae lo spunto dalla partecipazione dei lavoratori allo sciopero del 23 marzo 1950 che sfociò a San Severo in uno scontro con le forze di polizia. L’esercito occupò con i carri armati le principali vie della città e il bilancio di questa giornata drammatica nella storia più recente della nostra città, fu di un morto, 40 feriti e 184 arresti, con la pesante incriminazione di “insurrezione armata contro lo stato”. Lo spettacolo di Elvira Cannelonga e di Antonella Tenace racconta dell’arresto di un gruppo di donne partecipanti allo sciopero e, all’interno della cella, delle confidenze, dei racconti delle loro vite, del dramma dei figli abbandonati loro malgrado, del Partito e del futuro. I rapporti con un’altra donna molto lontana dal loro mondo porterà tutte le protagoniste a vivere momenti intensi ed irripetibili così come l’attesa trepidante del giudizio dopo 2 anni e 13 giorni di carcere da innocenti e la liberazione. Uno spettacolo tutto da vedere per non dimenticare una pagina di storia importante della nostra San Severo che ha segnato intere generazioni di concittadini. Sempre nella mattinata di venerdì, per gli studenti delle scuole secondarie di II grado della Città, si terrà al Teatro Verdi una rappresentazione a loro dedicata, preceduta da un dibattito con gli autori, moderato dal Responsabile dell’Ufficio Stampa del Comune Michele Princigallo e coordinato dall’Assessore alla Cultura Celeste Iacovino”. Donne della rivolta di Elvira Cannelonga e Antonella Tenace – Compagnia Foyer 97, con Marinella Boncristiano, Elena Carafa, Gabriella Pennacchia e Antonella Tenace, regia di Francesco Gravino, musiche di Nicola Giuliani. Il 23 marzo 1950, a seguito della famosa rivolta, 180 persone vengono arrestate per insurrezione armata contro i poteri dello stato e portate in carcere. Lo spettacolo “Le donne della rivolta” prod. Foyer 97, focalizza l’attenzione su tre detenute. Le condizioni delle donne in carcere negli anni 50 sono molto difficili, tuttavia le protagoniste emergono per temperamento e fierezza, senso di sacrificio ed integrità. Di loro si sa poco, troppo poco. Attraverso i loro racconti, lo spettatore conoscerà il senso di attaccamento al Partito, le lotte appassionate per pane e lavoro e per i diritti delle donne, l’antifascismo prima di tutto. L’obiettivo è restituire voce e corpo a tutte quelle donne che nel ’50 parteciparono attivamente alla rivolta contro la fame di “cibo” e di “giustizia” dando inizio alle battaglie per migliorare la condizione di uomini e donne. Capaci di resistere in carcere per oltre due anni con coraggio e dignità, a loro insaputa, hanno scritto la pagina più gloriosa delle donne di San Severo lasciando nella memoria comune un raro esempio di attaccamento a valori, sentimenti, ideali che danno un senso alla vita e permettono che la vita abbia un senso. I biglietti sono in vendita presso il botteghino del Teatro Comunale Giuseppe Verdi.
SAN VITO DEI NORMANNIteatro: AL VIA IL 27 MARZO LA STAGIONE TEATRALE 2022 AL TEATRO TEX
Una stagione di teatro per tutti, adulti e bambini. È questo il motore che ha mosso il Comune di San Vito dei Normanni a progettare la sua prima stagione teatrale in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Una stagione composta da sei titoli, variegati, in grado di attirare e parlare con pubblici diversi per aiutare a riflettere sul presente e sul passato, per trovare nel teatro un momento di leggerezza in uno dei periodi più bui della storia mondiale. Una stagione che sarà ospitata all’interno del Teatro TEX creato all’interno del laboratorio urbano ExFadda. «Le stagioni teatrali che partono in questo periodo segnano il tanto auspicato ritorno alla normalità dopo i lunghi mesi caratterizzati dalla chiusura per l’emergenza sanitaria. Qui a San Vito dei Normanni, far partire una stagione teatrale ha un significato diverso, ancor più profondo: è il segno che la comunità, finalmente, torna a disporre di uno spazio che per tanti anni è mancato: il teatro. Ed è il segno di una vera e propria rinascita culturale» commenta la sindaca Silvana Errico. «Come Teatro Pubblico Pugliese siamo molto felici di lavorare con l’amministrazione comunale di San Vito dei Normanni per questa stagione teatrale che sa di risveglio e di primavera. Una stagione costruita con l’intento di garantire momenti di svago e al tempo stesso di riflessione al pubblico che deciderà di partecipare» aggiunge la dirigente responsabile delle Attività Teatrali del Teatro Pubblico Pugliese, Giulia Delli Santi. Emblematico il titolo scelto per dare il là a questa nuova stagione per la comunità di San Vito dei Normanni. Il primo spettacolo che sarà portato sul palco del Tex il prossimo 27 marzo, infatti, si intitola “Un’altra vita” a cura della compagnia Creatura/DanceResearch con musica in live set di Trevize. Si prosegue il 3 aprile con uno spettacolo di Teatro per Famiglie. Si tratta di “Armando. Lettere (R)esistenti” con Enrico Vezzelli per la regia di Enrico Messina. Una storia vera che unisce tre generazioni e partendo dal ritrovamento di alcune lettere racconta l’orrore della guerra e della tirannia con la leggerezza e lo sguardo un po’ fuori luogo del clown. Il terzo appuntamento è per il 9 aprile con Emilio Solfrizzi e Antonio Stornaiolo storica coppia della comicità pugliese in “Il cotto e il crudo”. Uno spettacolo per chi ama l’improvvisazione, i salti nel vuoto e, soprattutto, il ragù che cuoce dalle cinque di mattina. Niente e nessuno potrà fermare la “resa dei conti” tra i due, mentre parleranno di crisi economica, di energie alternative, di ricordi d’infanzia, di poesia e di metalinguistica. Il 30 aprile spazio ancora al Teatro per Famiglie con “Tarzan ragazzo selvaggio” di Francesco Niccolini e Luigi D’Elia, che è anche in scena, molto liberamente ispirato a Tarzan of the Apes di Edgar Rice Burroughs. Nato durante la più importante crisi sanitaria e ambientale del nostro tempo, questo spettacolo racconta la storia di un bambino rimasto orfano nella foresta del Congo e cresciuto volando da un albero all’altro come le scimmie. Si torna a teatro il 15 maggio con un nuovo spettacolo per famiglie. In scena questa volta ci sarà “La ridiculosa commedia della terra contesa” della compagnia I nuovi scalzi. La storia narra la disperazione di un contadino di nome Friariello, che da anni si prende cura di una terra che fu abbandonata e che ora viene contesa da due potenti della società. Chiuderà la stagione teatrale 2022 lo spettacolo “ZUGZWANG – I studio” una coproduzione di Associazione Sosta Palmizi (Italia), Compagnie Meta (Francia), Cuenca/Lauro (Germania), esito della residenza artistica realizzata in collaborazione con TEX-Il Teatro dell’ExFadda, nell’ambito di ResiDance XL 2022 | azione Network Anticorpi XL. Lo spettacolo con Elisabetta Lauro e Gennaro Andrea Lauro sarà in scena il 16 giugno. Ispirato al gioco degli scacchi, si interroga sul movimento e sul suo significato, e al momento in cui il giocatore comprende per la prima volta di non esser lui a condurre il gioco ma di farne parte.
BARIteatro: IL 21 MARZO “STOC DDO’ – IO STO QUA” SPETTACOLO CONTRO LA MAFIA E L’OMERTA’ CHE LA CIRCONDA.
Uno spettacolo contro la mafia e l’omertà che la circonda. Per aiutare ragazzi e adulti a prendere coscienza del fatto che il mondo cambia solo se ci si impegna in prima persona per farlo diventare migliore. E più giusto. Uno spettacolo per riallacciare il dialogo con il pubblico. Un appuntamento che si inserisce come un evento speciale fuori cartellone nella programmazione teatrale 2021/2022 del Comune di Bari realizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. È in programma il prossimo 21 marzo, nella Giornata della Memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, l’appuntamento con Sara Bevilacqua regista e interprete di “Stoc ddo’ – Io sto qua”. Lo spettacolo è ispirato alla storia di Michele Fazio, ucciso dalla mafia a Bari il 12 luglio 2001 a neppure 16 anni, e a sua madre Lella che, senza paura, insieme a suo marito Pinuccio ha scelto di non girare la faccia dall’altra parte restando a vivere nella sua casa nella città vecchia, sfidando i clan della guerra per il traffico di droga, responsabili del proiettile che ha colpito e ucciso suo figlio mentre camminava per strada. La messa in scena sarà preceduta da una breve introduzione a cui parteciperanno Ines Pierucci, assessora alle Culture del Comune di Bari, Michele Laforgia, avvocato della famiglia Fazio, dello studio Polis, e Lella Fazio, mamma di Michele. Modera l’incontro il professore Francesco Minervini. L’appuntamento è alle 19.30 al Teatro Piccinni di Bari. «La stagione di prosa del Comune di Bari è incentrata sulla memoria e, a partire dalla Shoah fino agli anniversari di Aldo Moro e di Pier Paolo Pasolini, abbiamo voluto sottolineare la forza della memoria che attraversa la nostra comune identità culturale – commenta l’assessora alla Cultura del Comune di Bari, Ines Pierucci -. La Giornata della Memoria delle vittime innocenti di mafia, per noi, non è semplicemente una data o una ricorrenza in cui risuonano i nomi di tutte le vittime di mafia del nostro Paese: è il giorno in cui la città di Bari ricorda con dolore e con rabbia i suoi figli innocenti uccisi per mano criminale. Quest’anno il 21 marzo abbiamo scelto di portare a teatro una storia tragica che ha letteralmente cambiato la nostra percezione, l’omicidio di Michele Fazio, che ci ha insegnato come la mafia non sia uno spettro lontano ma una realtà che ci chiama in causa tutti e che si combatte con la cultura e con la testimonianza civile di ciascuno. A Lella e Pinuccio Fazio, alla loro forza, al loro coraggio dobbiamo questa consapevolezza. A loro che hanno saputo trasformare il dolore più grande in impegno civile e testimonianza, specie per le nuove generazioni. Stoc ddo è uno spettacolo che racconta la verità di una donna straordinaria, Lella, che non si è arresa al dolore ma ne ha fatto un’arma potentissima di cambiamento culturale e che attraversa anche il tema della giustizia riparativa, ricordandoci che il perdono è un’opportunità per scegliere di cambiare il proprio futuro senza smettere di ricordare». Una giornata speciale, quella del 21 marzo, primo giorno di primavera, che dal primo marzo 2017 ha assunto anche un valore diverso per il nostro Paese con il voto unanime della Camera dei Deputati che ha sancito l’istituzione della giornata in memoria delle vittime innocenti di mafia. Ogni anno, il 21 marzo, in tanti luoghi del Paese vengono letti i nomi e i cognomi delle anime innocenti come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora e non farli morire mai.
IL 27 MARZO LA GIORNATA MONDIALE DEL TEATRO 2022 – Traduzione Ufficiale del Messaggio di Peter Sellar.
International Theatre Institute ITI World Organization for the Performing ArtsMessaggio per la Giornata Mondiale del Teatro 2022–27 MarzoAutore del Messaggio: Peter SELLARS, USA – Regista di Teatro e d’Opera, Direttore di Festival Messaggio per la Giornata Mondiale del Teatro 2022 di Peter SELLARS. Traduzione dal testo originale inglese di Roberta Quarta del Centro Italiano dell’International Theatre Institute. Cari Amici, Mentre il mondo è sospeso di ora in ora, di minuto in minuto su un flusso quotidiano di notizie, posso invitare tutti noi, in qualità di creatori, ad entrare nel nostro ambito, nella nostra sfera e nella nostra prospettiva di tempo epico, di cambiamento epico, di consapevolezza epica, di riflessione e visione epica? Stiamo vivendo in un periodo epico della storia umana e i cambiamenti profondi e significativi che stiamo vivendo nelle relazioni degli esseri umani con se stessi, tra di loro e con i mondi non umani sono quasi al di là delle nostre capacità di comprendere, articolare, parlarne ed esprimerci. Non stiamo vivendo in un ciclo di notizie 24 ore su 24, stiamo vivendo al bordo del tempo. I giornali e i media sono completamente impreparati e incapaci di affrontare ciò che stiamo vivendo. Dov’è il linguaggio, quali sono i movimenti e quali sono le immagini che potrebbero permetterci di comprendere i profondi cambiamenti e le rotture che stiamo vivendo? E come trasmettere in questo momento il contenuto delle nostre vite non come reportage ma come esperienza? Il teatro è la forma d’arte dell’esperienza. In un mondo travolto da enormi campagne stampa, da esperienze simulate, da previsioni terrificanti, come possiamo andare oltre l’infinito ripetersi di numeri per fare esperienza del carattere sacro ed infinito di una singola vita, di un singolo ecosistema, di un’amicizia o della qualità della luce in un cielo strano? Due anni di COVID-19 hanno offuscato i sensi delle persone, ristretto la vita delle persone, interrotto le connessioni e ci hanno messo in uno strano ground zero dell’insediamento umano. Quali semi bisogna piantare e ripiantare in questi anni, e quali sono le specie invasive e troppo cresciute che devono essere completamente e definitivamente eliminate? Così tante persone si sentono al limite. Tanta violenza sta divampando, irrazionalmente o inaspettatamente. Tanti sistemi consolidati si sono rivelati strutture di crudeltà continua. Dove sono le nostre cerimonie della memoria? Che cosa dobbiamo ricordare? Quali sono i rituali che ci permettono finalmente di reimmaginare e cominciare a provare passi che non abbiamo mai fatto prima? Il teatro della visione epica, dello scopo epico, del recupero, della riparazione e della cura ha bisogno di nuovi rituali. Non abbiamo bisogno di essere intrattenuti. Dobbiamo metterci insieme. Abbiamo bisogno di condividere lo spazio e di nutrire lo spazio condiviso. Abbiamo bisogno di spazi protetti di ascolto profondo e di uguaglianza. Il teatro è la creazione sulla terra dello spazio dell’uguaglianza tra umani, dèi, piante, animali, gocce di pioggia, lacrime e rigenerazione. Lo spazio dell’uguaglianza e dell’ascolto profondo è illuminato da una bellezza nascosta, mantenuta viva da una profonda interazione col pericolo, l’equanimità, la saggezza, l’azione e la pazienza. Nel Sutra dell’Ornamento Fiorito Buddha elenca dieci tipi di grande pazienza nella vita umana. Uno dei più potenti si chiama Pazienza nel Percepire Tutto come Miraggio. Il teatro ha sempre presentato la vita di questo mondo come somigliante a un miraggio, consentendoci di vedere, attraverso l’illusione umana, la delusione, la cecità e la negazione con chiarezza e forza liberatorie. Siamo così certi di ciò che stiamo guardando e del modo in cui lo guardiamo che non siamo in grado di vedere e sentire realtà alternative, nuove possibilità, approcci diversi, relazioni invisibili e connessioni senza tempo. Questo è un tempo per una profonda rivitalizzazione delle nostre menti, dei nostri sensi, delle nostre immaginazioni, delle nostre storie e dei nostri futuri. Questo lavoro non può essere fatto da persone isolate che lavorano da sole. Questo è un lavoro che dobbiamo fare insieme. Il teatro è l’invito a fare insieme questo lavoro. Grazie di cuore per il vostro lavoro. Peter Sellar.
NOVOLIteatro: LA STAGIONE TEATRALE 2022
Ha preso il via sabato 12 marzo (ore 21 – ingresso 10 euro/ridotto 8 euro) al Teatro Comunale di Novoli con lo spettacolo “Nina Balla” di Claudio Prima accompagnato dal progetto Seme per la regia di Marcelo Bulgarelli, la Stagione teatrale 2022 promossa dal Comune di Novoli in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, Factory Compagnia Transadriatica e Blablabla nell’ambito della rete Teatri del Nord Salento che coinvolge anche i comuni di Campi Salentina e Trepuzzi. “Padri, madri, eroi” è la linea sottile che attraversa questa stagione con nove appuntamenti serali tra teatro musica, circo e danza e quattro appuntamenti per le famiglie. Fino al 14 maggio si esibiranno Wu Ming 2 e la compagnia circense El Grito con “L’uomo calamita“, Oscar De Summa con “L’ultima eredità“, Roberto Anglisani che indagherà il mito del Minotauro, il cantante e polistrumentista Pino Ingrosso, il duo Nardinocchi – Matcovich con “Arturo“, Sara Bevilacqua con il toccante “Stoc Ddo’“, Salvatore Cosentino e (nello Chapiteau di Novoli) Los Guardiola, duo di tangueri argentini dalla comicità sorprendente. Dopo l’anteprima con “Farfalle” di Otto Marco Mercante, fino al 24 aprile prosegue anche “Ci vuole un fiore – famiglie a teatro” con “Peter Pan“, una coproduzione Factory Compagnia Transadriatica e Fondazione Sipario Toscana, “Topo Federico” di e con Roberto Anglisani e “La storia di Hansel e Gretel” della compagnia Crest. «Siamo contenti di annunciare questa nuova stagione di teatro, musica, danza, circo che ci accompagnerà fino a maggio con 13 appuntamenti per gli adulti e per le famiglie – commenta il sindaco Marco De Luca -. Dopo questi due anni difficili, infatti, è una grande emozione potere accogliere nel Teatro Comunale e nello Chapiteau di Novoli artisti e compagnie provenienti dalla Puglia, dal resto d’Italia e dall’estero. La nostra stagione è pensata non solo per le nostre concittadine e i nostri concittadini ma anche per il vasto pubblico di appassionate e appassionati che in questi anni hanno imparato ad apprezzare la proposta culturale profonda e innovativa che parte dal Nord Salento. Vi aspettiamo a Novoli per godere dello Spettacolo, finalmente dal vivo». Nello spettacolo d’apertura “Nina Balla“, l’organetto e la voce di Claudio Prima, accompagnato dal progetto Seme – Marco Schiavone (violoncello), Vera Longo (violino e voce), Vito De Lorenzi (percussione) – con la regia di Marcelo Bulgarelli, raccontano con musiche e testi inediti, le avventure di Nina, ragazza di origine albanese cresciuta in Italia, con una storia personale che la lega ancestralmente con la sua terra d’origine e con la danza, una storia che è impressa nel suo nome e la spingerà a cambiare il suo destino. Una storia moderna, eppure senza tempo, che intreccia le sue pieghe più intime con le musiche originali che la sostengono e le fanno da cornice, in uno spettacolo appassionante che trascina e commuove. Una storia che appartiene archetipicamente a tutte le donne del Sud, fiere e sinuose, come il mare che le accomuna. Nina è una ragazza albanese trapiantata in Italia, concepita in un contesto del tutto inaspettato. Questo suo stesso concepimento traccia, in nuce, tutta la sua vita, che in questa storia dispiega le sue più inaspettate direzioni. Geografiche innanzitutto, perché dall’Isola di Saseno, luogo di partenza del racconto, si approda in seguito, insiene a Nina e a sua madre, in Puglia, a San Giovanni Rotondo, tracciando così la rotta che è stata di tantissimi albanesi dagli anni 90 ad oggi. Claudio Prima scrive le musiche di questo spettacolo e si sperimenta nella scrittura e nella messa in scena di un racconto inedito, elaborando una forma di concerto nel quale il racconto penetra le trame musicali, plasmandone la forma per sostenere la parola detta, che a tratti si trasforma in canto. La regia è affidata a Marcelo Bulgarelli, noto attore e regista brasiliano già vincitore di importanti riconoscimenti (Premio Funarte 2007, Premio Açorianos 2010) e massimo esperto di biomeccanica teatrale in Brasile. Il progetto Seme fonde le sonorità italiane dell’organetto con quelle degli archi di Vera Longo (violino) e Marco Schiavone (violoncello), entrambi già protagonisti di importanti collaborazioni (Giovane Orchestra del Salento, La Municipal, Orchestra della Magna Grecia), sostenuti dalle percussioni mediorientali del Maestro Vito De Lorenzi. Le musiche sono inserite in “Enjoy“, disco d’esordio di Claudio Prima e Seme (con la partecipazione anche di Paola Barone al violino e Cristian Musìo alla viola), prodotto da Domenico Coduto per Ipe Ipe Music nella programmazione “Puglia Sounds Record 2020/2021”, distribuito nei negozi da Goodfellas e negli store digitali da Artist First.Sabato 19 marzo (ore 21 – ingresso 10 euro/ridotto 8 euro) nuovo appuntamento al Teatro Comunale di Novoli con Note di un viaggio, spettacolo nato da un’idea del cantante e polistrumentista Pino Ingrosso, artista salentino da sempre al fianco del Premio Oscar Nicola Piovani. Un viaggio teatrale musicale, un racconto leggero e brillante di un passato che ancora ci appartiene; un viaggio che scandisce, con leggerezza e un pizzico di nostalgia, modi, tradizioni, costumi e usanze del Salento rivissuti attraverso i ricordi d’infanzia, i racconti degli anziani, le sonorità tipiche, colori, suoni e profumi capaci di rievocare una civiltà ancestrale comune non solo al Sud d’Italia, ma a tutti i Sud del mondo. La musica che impreziosirà lo spettacolo è un carosello di sonorità mediterranee, figlie di tutte le dominazioni che hanno caratterizzato il Salento nel corso dei secoli. Sabato 26 marzo (ore 21 – ingresso 10 euro/ridotto 8 euro) sempre a Novoli da non perdere “L’uomo Calamita“. Circo El Grito e Wu Ming Foundation incrociano nuovamente i loro sentieri in questo straordinario spettacolo di circo contemporaneo, illusionismo, musica e letteratura scritto e diretto da Giacomo Costantini. Un supereroe assurdo che combatte l’assurdità della guerra, tra funambolismi del corpo e della lingua, in uno spettacolo che fonde i gesti di un circense con le frasi di un racconto e le note di uno spartito. Tra spericolate acrobazie, colpi di batteria e magie surreali, la voce dal vivo di Wu Ming 2 guida lo spettatore in una vicenda tra storia e fantasia, quella di un circo clandestino durante la Seconda guerra mondiale. Sabato 2 aprile (ore 21 – ingresso 10 euro/ridotto 8 euro) il CSS – Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia propone sul palco di Novoli “Il Minotauro” di Gaetano Colella con Roberto Anglisani e le musiche Mirto Baliani per la regia di Maria Maglietta. Il progetto nasce dall’intento di affrontare il tema della diversità, cercando di non restringere questo tema ad una diversità specifica, ma di parlare della diversità in una forma archetipa. Domenica 10 aprile (ore 21 – ingresso 10 euro/ridotto 8 euro) nello Chapiteau di Novoli si balla con “La commedia del tango” con Marcelo Guardiola e Giorgia Marchiori, eccellenze del
BITONTOteatro: L’ARTE DELLO SPETTATORE. DEBUTTO EUROPEO DI E CON SARAH CERNEAUX CON “EITHER WAY” – DOMENICA 20 MARZO AL TRAETTA. domenica 20 marzo al Teatro Traetta
Domenica 20 marzo, alle 19.00, il Teatro Traetta di Bitonto ospita la danzatrice e coreografa francese Sarah Cerneaux con il debutto europeo della sua creazione Either Way, l’appuntamento è parte della rassegna L’arte dello spettatore organizzata all’interno dell’ottava edizione del Network Internazionale Danza Puglia e sostenuta da Comune di Bitonto e Teatro Pubblico Pugliese. Either Way è una produzione sostenuta nella PermanenzArtistica nell’edizione 2020.2021 del NetworkIDP con la rassegna A Maglie Larghe e il Laboratorio Urbano Rigenera di Palo del Colle. In chiusura della serata del 20 marzo è in programma il consueto appuntamento A bordo palco in cui Ezio Schiavulli dialogherà con l’artista ospite. Attraverso questo assolo Sarah Cerneaux esplora la relazione con la perdita, e come perdersi rappresenta una via per ritrovarsi. La danzatrice francese presenta così il suo lavoro “La perdita è ciò che diamo consapevolmente, ciò che dimentichiamo, ciò che ci viene strappato e recuperiamo, quello a cui rinunciamo e che offriamo, ciò che rifiutiamo e seppelliamo. Tutte queste perdite sono come piccole morti che ci ridonano la vita, il vagabondare ci modella e ci trasforma. Che dire del nostro rapporto con il vagabondaggio? E’ una condizione che ci preoccupa ma allo stesso modo ci affascina perché ci offre la possibilità di metterci in moto, di oltrepassare un confine, di farci incamminare verso una metamorfosi.” Cerneaux inizia la ricerca per questa creazione dopo un periodo personale e professionale molto intenso in cui ha avuto l’impressione di consumarsi e perdersi. In questa fase della sua vita ha iniziato a interrogare il suo corpo, la sua memoria, ad analizzare il suo vagare, valutando le conseguenti trasformazioni. Either Way è la voce che viene dal profondo, è un’immagine dimenticata, che ci raggiunge, e così il corpo è pronto a lasciarsi andare, la mente è in preda al panico, la logica deraglia. Either Way è quella vocina, quasi ossessiva, incessante che ci spinge costantemente a rinnovarci. Sarah Cerneaux ha iniziato a danzare, in strada, all’età di 17 anni in Francia, si è formata a Parigi con insegnanti come Corinne Lanselle, Carolyn Carlson e Junior Almeida. Ha lavorato con la Compagnie Abou Lagraa, la Compagnie David Drouard, la Compagnie Maryse Delente e Vincent Mantsoé. Nel 2014 si trasferisce a Londra, collabora con Liz Roche Company di Dublino che sarà ospite nel prossimo appuntamento de L’Arte dello Spettatore ad aprile. Le collaborazioni della Cerneaux spaziano dall’Akram Khan Company alla compagnia francese Amala Dianor. Nell’edizione 2021.22 il NetworkIDPospita dieci coreografi da ottobre a giugno, lezioni incentrate principalmente sulla pedagogia e sulla formazione, appuntamenti arricchiti dalle lezioni dei docenti Enrico Coffetti e Angela Calia che conducono tutti i partecipanti nell’affascinante viaggio della costruzione e dell’analisi di metodi di creazione e composizione coreografica, in forma pratica e teorica. Questa attività è parte del Progetto Ministeriale R.I.SI.CO. (Rete interattiva per Sistemi Coreografici), sostenuta dalle associazioni Cro.me di Milano e COORPI di Torino. Gli appuntamenti si svolgono di sabato e di domenica, una volta al mese, nella sede della Casa delle Culture di Bari che insieme al Teatro Traetta di Bitonto è il luogo di residenza del NetworkIDP per tutte le attività. Il prossimo appuntamento con la rassegna L’Arte dello Spettatore ospiterà la Liz Roche Company di Dublino con la sua creazione The Here Trio in programma domenica 3 aprile al Teatro Traetta di Bitonto.