Pietre Vive

L'EDITORE

Pietre Vive è una casa editrice indipendente con sede a Locorotondo, in Puglia, specializzata in poesia e arte. Fondata nel 2013, da allora ha pubblicato circa 100 titoli. Il suo catalogo comprende anche aubiolibri, e dal 2022 “Le Pietroline”, una collana di libri di poesia rivolti a bambini e ragazzi.

5 titoli selezionati dall'editore

Salvare il necessario di Clery Celeste. Suddivisa in quattro movimenti, l’opera traccia un lungo itinerario che comincia prima ancora del lockdown, anticipandone – specie nella sezione d’apertura – le atmosfere, il senso di claustrofobia, lo straniamento che crea un rapporto a tratti disturbante con la casa. Per poi affondare il coltello nel rapporto con l’altro, in una dimensione metamorfica che riduce i due esseri a una nudità ferina, primordiale, a una intimità alienata e ansiogena capace di smascherare l’ambiguità della famiglia come mito e trappola, simulacro e ultima difesa. Soltanto superando l’illusione è possibile maturare una nuova consapevolezza della propria libertà che, per quanto dolorosa, lascia liberi di respirare e di disporsi, nel controcanto finale, alla pietà.

Sotto i denti, di Elena Zuccaccia, è un processo di nominazione, dove nominare è un modo per guardare meglio. Sotto i denti è posta la parola per masticarla, frantumarla, sminuzzarla con tutto ciò che si porta dietro; per assaporarla e assimilarla, anche quando è difficile da mandare giù. La seconda raccolta di Elena Zuccaccia si configura così come una pratica di riconoscimento e maturazione che parte dallo sguardo, scorre lungo le viscere, e termina dove comincia la voce – sotto i denti, appunto, oltre la lingua, dove non si scordano le cose.

Niente di tiepido, di Iole Toini, costituisce un’evoluzione sorprendente, pur se organica, della sua poetica. Ritroviamo in queste pagine la medesima tensione che riempiva di rabbia le parole delle raccolte precedenti, solo che tale forza tensiva contribuisce oggi a proiettare i versi in uno spazio più grande, aperto, dove il dolore si diluisce nel complesso e vastissimo sistema della natura. L’abisso di Spaccasangue – suo fondamentale esordio – ha acquisito non solo tridimensionalità, ma anche respiro e luce: forse adesso è possibile venire a patti con se stessi, a condizione di non perdere nemmeno una briciola della propria primigenia intransigenza.

Saggio sulla paura, di Fabrizio Miliucci, si riveste spesso di uno smalto di ironia, ma ha un contenuto veritieramente drammatico. Al suo interno si mischiano iperrealismo e surrealismo, comicità e tragedia, disperazione e banalità del quotidiano. Materia della pseudo-trattazione è il meccanismo che trasforma l’ansia in un recinto sempre più asfittico, dominato da una realtà urbana alienante, col suo precariato esistenziale e lavorativo. Ne deriva un perenne sfasamento allucinatorio in cui ogni ferita, perfino autoinflitta, è un tentativo di riconoscere il mondo.

La nostra classe sepolta si prefigura come una raccolta poetica corale, militante e non istituzionale, mossa dalla passione e dalla rabbia, dalla convinzione che ci sia ancora qualcosa da dire e che vada detta. Il libro raccoglie vari contributi dai mondi del lavoro, in cui la cronaca convive con la poesia per dar voce ai protagonisti di una lotta tuttora in corso. Alcuni degli autori qui raccolti sono scrittori già affermati, altri alla loro prima pubblicazione. Valeria Raimondi, curatrice dell’antologia, ha portato avanti una selezione attenta, emotiva e “intuitiva”, dichiaratamente schierata, la cui prima necessità è quella di raccontare un mondo, anzi i diversi mondi in cui questa lotta ha luogo, per rendere al meglio e con più forza la voce di una classe “sepolta” ma non arresa.

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