ABITARE – II edizione

Arriva la seconda edizione del bando ABITARE | la residenza artistica che ti permette di lavorare in spazi site specific per poter sviluppare il tuo progetto creativo! Un supporto produttivo per la tua creazione. Se hai un progetto multidisciplinare e sei alla ricerca di uno spazio non convenzionale che ti metta in connessione con la comunità; inviaci la tua proposta! L’open call di ABITARE è aperta fino al 19 maggio 2023 ed é promosso da Equilibrio Dinamico e sostenuto dal Comune di Andria, Teatro Pubblico Pugliese e Festival Castel dei Mondi,in collaborazione con AREAMediterranea – Artisti nei Territori a cura di ResExtensa Dance Company,In collaborazione con:Officina San Domenico/ Capital Sud e Museo Diocesano San Riccardo. Per candidarti ? https://bit.ly/ABITARE_Bando
SAN NICOLA DEI BARESI: IL 9 MAGGIO AL TEATRO “PICCINNI” LO SPETTACOLO ITINERANTE PER FESTEGGIARE IL SANTO PATRONO
Martedì 9 maggio, in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono di Bari, andrà in scena al Teatro comunale Niccolò Piccinni lo spettacolo itinerante e interattivo “San Nicola dei baresi”, di Marco Grossi, Compagnia Malalingua, voluto e organizzato dal Comune di Bari in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Lo spettacolo sarà replicato nove volte nel corso della giornata, per un pubblico di 60 spettatori per volta, nei seguenti orari: 10:15 – 11:30 – 12.45 – 16:00 – 17:15 – 18.30 – 19.45 – 21:00 e 22.15. “Nei giorni di San Nicola, accanto alle tante iniziative in programma, abbiamo pensato di aprire il teatro Piccinni per raccontare la storia del Vescovo di Myra attraverso uno spettacolo teatrale prodotto per l’occasione e, per la prima volta, dall’assessorato alle Culture in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese – spiega l’assessora Ines Pierucci -. In questo modo tutte le forme espressive – dall’arte alla musica, dal teatro fino alla danza aerea durante il tanto atteso Corteo Storico – verranno onorate in occasione delle celebrazioni del Santo patrono. Ringrazio gli uffici della ripartizione cultura e in particolare la direttrice, Marisa Lupelli, per questa ulteriore importante occasione offerta alla città nel giorno della festa dei baresi”. La Compagnia Malalingua (vincitrice nel 2017 de I Teatri del sacro) porta avanti da tempo uno studio sulla storia dei santi e sulla loro influenza nella cultura contemporanea. “Non è un caso che il giorno scelto sia il 9 maggio – si legge nelle note di regia di Marco Grossi, il cosiddetto San Nicola dei baresi, perché di fatto San Nicola è un santo il cui culto attraversa luoghi e religioni lontane e diverse, è un santo che appartiene a tutti… ma ai baresi un po’ di più”. “Il legame tra la città di Bari e il suo Santo Patrono – prosegue nelle note – è talmente antico e radicato da abbattere qualsiasi possibile barriera empirica al tempo e allo spazio. Ciò che però è ancor più prodigioso è il legame che, da subito, si è creato tra la Città e il culto del Santo, che nell’accezione comune è pertanto a ragione chiamato “… da Bari”, sebbene nella sua vita non abbia mai conosciuto, o forse sì, ma solo di passaggio, le rive dell’Adriatico che bagnavano l’antica corte del Catapano. Il percorso – prosegue Grossi – si focalizzerà proprio su questo rapporto, su una venerazione che dal religioso sconfina prepotentemente nel laico ed è talmente viva e pulsante da essere saldamente intrecciata al tessuto sociale e alle vicende quotidiane della città. L’ironia farà da filo conduttore a tutta l’esperienza, tutte le storie saranno trattate in modo allegro e coinvolgente, a sottolineare il clima di festa che caratterizza la giornata. Gli spettatori saranno accolti all’ingresso del teatro da uno strano personaggio, che si rivelerà essere un veneziano in incognito. Egli ha raccolto in quel luogo un manipolo di prescelti (gli stessi spettatori) per coinvolgerli in una missione segretissima: prendere le spoglie del Santo e portarle a Venezia. L’inaspettata guida spiegherà i motivi del suo progetto, raccontando la vicenda della traslazione delle ossa del 1087 e di come i baresi giocarono d’anticipo sugli stessi veneziani. Successivamente, per essere preparato all’impresa, il gruppo di spettatori sarà condotto per le stanze e i corridoi del teatro, ad incontrare le storie del culto di San Nicola a Bari. Solo al termine del percorso la guida si rivelerà essere, in realtà, di Bari vecchia e rivelerà a tutti la propria storia e il divertente motivo che lo ha condotto ad organizzare quel maldestro tentativo di trafugazione. A quel punto gli spettatori saranno condotti nel teatro vero e proprio, dove potranno, finalmente, incontrare il Santo (interpretato da Enzo Toma) che li starà aspettando per raccontare la propria storia, il rapporto con la città, i miracoli, gli innumerevoli impegni di Santo venerato in tutto il mondo e, come se non bastasse, la “faticosa” mutazione in Santa Klaus e Babbo Natale, con conseguente sovraccarico di impegni alla Vigilia di Natale. La narrazione sarà conclusa dal Santo in modo divertente e inaspettato: “Il vero motivo per cui siete qui è che ho bisogno di voi, sono alla ricerca di un assistente! Si richiedono: massima disponibilità di tempo, perfetta conoscenza del dialetto barese e capacità di guidare una slitta trainata da renne. Inviatemi il vostro curriculum al seguente indirizzo mail, astenersi perditempo”. Info: Biglietti: € 8 euro adulti € 5 euro bambini fino ai 10 anni Biglietti disponibili a partire dalle ore 18 online su vivaticket.it, in tutti i punti vendita Vivaticket e al botteghino del Teatro Piccini dal mercoledì al sabato, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20.
GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DANZA 2023: MESSAGGIO DI YANG LIPING 2
La Danza: Un Modo per Comunicare con il Mondo Il linguaggio del corpo è la forma di comunicazione più istintiva dell’umanità. Da neonati possiamo usare le nostre mani e i nostri piedi per fare gesti simili a una danza ancor prima di aver imparato a pronunciare una parola, la danza nasce da questa “lingua primitiva”. Molte cose spingono le persone a danzare. Nella mia città natale, mia nonna una volta mi ha detto che la danza è un modo per ringraziare il sole per aver portato calore e luce nelle nostre vite. Quando c’è un buon raccolto, danziamo nei campi con il cuore gioioso per esprimere la nostra gratitudine alla terra. Quando incontriamo qualcuno che amiamo, potremmo danzare come un pavone che allarga le penne della coda per conquistarne l’affetto. Anche quando siamo malati, possiamo usare misteriosi rituali di danza per respingere i demoni della malattia. Nella mia esperienza, la danza è stata intrecciata con le nostre vite ed esistenze sin dalla prima infanzia. È sempre stata la chiave che sblocca la comunicazione dell’essere umano con la natura e tutti gli esseri viventi. Nella mia città natale c’è un detto: “Se hai le gambe ma non sai ballare, hai sprecato la tua vita”. La danza è strettamente connessa alla natura e alla vita. Per quanto mi riguarda, la danza è tutt’uno con la natura e la vita – ed è questa la vera essenza della danza. Alcune persone vengono al mondo per portare avanti il loro prestigio, altre per godersi la vita, altre per cercare esperienze. Io sono una persona che osserva la vita. Cerco di vedere come un fiore sboccia e appassisce, come fluttuano le nuvole e come si condensa la rugiada… Pertanto, tutta la mia ispirazione creativa viene dalla natura e dalla vita: la luminosità della luce lunare, lo sfoggio del piumaggio dei pavoni, la trasformazione di un bozzolo in farfalla, il modo in cui una libellula sfiora la superficie dell’acqua, il modo in cui un bruco si contorce, il modo in cui le formiche formano una fila… Molti anni fa su un palco, ho affrontato il pubblico e ho danzato la prima coreografia che ho creato: la danza del pavone “The Soul of a Peacock”. I pavoni sono ancora animali presenti nel mondo. È una creatura che simboleggia il sacro e rappresenta la bellezza nel mondo orientale, in quanto il suo aspetto ricorda quello della fenice, con una postura simile a quella del drago. Mentre ballavo, ho scoperto l’anima del pavone. La cultura della danza è generosa e abbraccia la cultura e i valori comuni. Cogliamo l’essenza della danza osservando la natura, la vita e tutti gli esseri viventi che ci circondano. Anche il mio paese ha una vasta cultura della danza che porto avanti con passione come un patrimonio. Nutre la nostra mente e il nostro corpo, dandoci la capacità di comunicare con il mondo. Ho raccolto alcune danze tradizionali primitive e le ho portate in scena, come Yunnan Impression, Tibetan Riddle, Pingtan Impression e molte altre ancora. Tutte queste danze hanno avuto origine dalla terra e ci sono state lasciate dai nostri antenati come una eredità che ha bisogno dei nostri sforzi per essere preservata e presentata al mondo. Una volta che queste opere sono state messe in scena, le persone sono rimaste profondamente colpite dalla loro accattivante bellezza e dal loro significato culturale. Come danzatrice ho continuato a esplorare il regno sconfinato della danza per decenni e sono stata invitata a creare opere contemporanee sperimentali, come Under Siege -The Full Story of Farewell My Concubine e Rite of Spring per la scena internazionale. La mia arte trae ispirazione dalla natura della mia città natale, dalle mie esperienze di vita personale e dalla profonda civiltà dell’Oriente, che è parte integrante della civiltà mondiale, in quanto fornisce diversità, ricchezza e, soprattutto, ispirazione. “Imparare dalla natura” e “l’Unità dell’uomo e dell’universo” è la filosofia, la saggezza e l’estetica dell’Oriente. Queste dottrine sono anche il nucleo spirituale della mia arte. Come esseri umani, dovremmo rispettare la natura, imparare dalla natura e armonizzarci con la natura, proprio come la terra, le montagne e il cielo. Danzatori e coreografi devono ascoltare con più attenzione le gioie e le sofferenze del mondo, utilizzando la danza per completare il dialogo che abbiamo con la natura e la vita che dura da migliaia di anni. Oggi, non solo continuerò a condividere la nostra cultura della danza con il mondo, ma spero anche di invitare tutti i danzatori del mondo che amano la danza e che vorrebbero esprimere le proprie emozioni attraverso la danza, a ballare insieme per trasmettere il nostro amore e lode al cielo e alla terra. La vita non finisce mai e la danza non si ferma mai. YANG LipingTradotto da: Roberta Quarta, Centro Italiano ITI
BISCEGLIEteatro: “NON TUTTI SANNO CHE” DI ELISA BARUCCHIERI CHIUDE LA STAGIONE TEATRALE. IL 29 APRILE AL POLITEAMA ITALIA.
Volge al termine la stagione di prosa 2022/23 organizzata dal Comune di Bisceglie in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Sul palco del Politeama Italia, sabato 29 aprile, arriva “Non tutti sanno che!” lo spettacolo di danza e acrobatica della compagnia ResExtensa ideato e diretto da Elisa Barucchieri (sipario ore 21.00). Un racconto, un viaggio, una scoperta, che porta a visitare i meandri complessi, colorati e inaspettati della creazione artistica: come si arriva a decidere che una cosa vada bene piuttosto che un’altra? come si arriva a dire, “Ecco!!”? Come si inventa, e cosa si combina per arrivare a uno spettacolo compiuto, pronto da presentare al pubblico? Ecco a voi un dietro “le quinte” che permette allo spettatore di vedere altri aspetti e altri punti di vista, solitamente nascosti.In una versione speciale, creata appositamente per questa speciale occasione per Bisceglie, Non Tutti Sanno Che… esplorerà le nuove frontiere dell’acrobatica e del nouveau cirque, per una danza che spicca il volo, tra acrobatiche che ricercano la poesia.
LUCERAteatro: AL VIA DAL 7 MAGGIO “PRIMAVERA AL GARIBALDI 2023”.
“Siamo felici e orgogliosi di riuscire a offrire al pubblico di Lucera, per il settimo anno, una nuova rassegna di PrimaVera al Garibaldi, nella speranza di poter raddoppiare il programma, come lo scorso anno, nella meravigliosa cornice dell’Anfiteatro augusteo, all’interno del Festival “Estate Muse e Stelle”. Ecco il saluto di Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio alla settima edizione della stagione teatrale del Garibaldi di Lucera, organizzata dal Comune di Lucera-settore spettacolo in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, in scena da domenica 7 maggio. “Anche quest’anno la nostra Amministrazione offre alla cittadinanza l’opportunità di seguire una rassegna teatrale di impatto – dichiara il sindaco di Lucera, Giuseppe Pitta – fortemente voluta anche dall’Assessore alla cultura Emanuela Gentile, spettacoli selezionati dal nostro concittadino Fabrizio Gifuni con la collaborazione di Natalia Di Iorio Il sostegno del Teatro Pubblico Pugliese con tutta la macchina organizzativa e comunicativa abbraccia la nostra logica di rete e di sistema nel segno del rapporto tra identità e territori”. “Sono già una trentina gli spettacoli andati in scena, dal 2017, e più di un’ottantina gli artisti – attrici, attori, musicisti e compositori, fra novità e interpreti di fama nazionale e internazionale – che si sono esibiti, in questi anni, nei due spazi teatrali simbolo della città” – continua la nota di commento di Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio. “Il pubblico di Lucera e della Capitanata, cui si sommano sempre più spesso spettatori provenienti da tutta la Puglia e da altre regioni, soprattutto in estate, ha manifestato negli anni un grande attaccamento verso questo appuntamento e il suo amore per il teatro ci ha determinato e convinto a continuare il nostro lavoro”. “Quattro gli spettacoli che anche quest’anno faranno da apripista all’intero programma di PrimaVera al Garibaldi 2023, in quattro domeniche fra la prima settimana di maggio e la prima di giugno. L’imminente apertura del sipario sarà affidata, domenica 7 maggio, a uno dei maggiori interpreti del Nuovo Circo contemporaneo, Sergio Bini in arte Bustric con il suo “Circo delle pulci del Professor Bustrc”, uno spettacolo, fra illusione, giocoleria e racconto, destinato a un pubblico di tutte le età. Domenica 14 maggio sarà la volta di Teresa Saponangelo – indimenticabile interprete del film di Paolo Sorrentino E’ stata la mano di Dio per il quale ha ottenuto il David di Donatello – affiancata da un attore e pedagogo di grande esperienza come Gabriele Parrillo, in un lavoro ispirato al carteggio di vita e d’arte fra Anton Cechov e Olga Knipper, dal titolo “La tua mano nella mia”, accompagnati dal vivo dalla violoncellista Daniela Savoldi. Domenica 28 maggio, il graditissimo e atteso ritorno a Lucera di uno degli interpreti teatrali e cinematogrici più amati delle ultime generazioni – Lino Musella – con un’opera-concerto originale, su testi di Pier Paolo Pasolini, dal titolo “Come un animale senza nome”, accompagnato dal Maestro Luca Canciello. Un’occasione unica e imperdibile chiuderà la rassegna PrimaVera al Garibaldi 2023: dopo aver riscosso negli anni un meritatissimo successo di pubblico e di critica nei teatri di tutta Italia, arriverà a Lucera, domenica 4 giugno, “Scannasurice”, su testo di Enzo Moscato e regia di Carlo Cerciello, affidato alla straordinaria interprete Imma Villa, vincitrice per questo spettacolo di numerosi e prestigiosi premi teatrali.” “Il Teatro Garibaldi di Lucera è un teatro con una storia e una tradizione che affonda le sue radici nella prima metà dell’800. Ha ospitato nel corso di quasi due secoli di storia spettacoli e interpreti che hanno fatto la storia di questo Paese, tanto nell’Opera quanto nella prosa. Non sono in molti a sapere, ad esempio, che anche Eduardo Scarpetta ha calcato, nel 1898, le tavole di questo palcoscenico o che Guido Salvini offrì, sempre in questo teatro, tre formidabili interpretazioni nell’Edipo Re di Sofocle, ne Gli Spettri di Ibsen e ne La Pamela nubile di Goldoni. Un altro impegno che speriamo di riuscire a coronare a breve e far conoscere alle nuove generazioni la storia di questo teatro, in modo che ne possano essere sempre più orgogliosi.” Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio.
AZIONI IN DANZA: IL 29 APRILE, PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA DANZA, DOPPIO APPUNTAMENTO CON ROSELLINA GOFFREDO E “PRELUDI DI DANZA”.
Prosegue la rassegna di Teatrodanza “Azioni in danza” la rassegna del Comune di Barletta realizzata dal Teatro Pubblico Pugliese con il coordinamento generale di Stefano D’Onofrio, giunta alla X edizione. Il 29 aprile, si celebra la giornata mondiale della danza con un evento speciale gratuito su prenotazione, inizialmente previsto nel Foyer del Teatro Curci, che si terrà, invece, presso la Sala Rossa del Castello di Barletta alle 18.30: la guida alla visione della grande danza a cura di Rosellina Goffredo sul “Don Chisciotte”. Guida alla visione è un progetto per avvicinare i giovani, e non solo, ai grandi capolavori della danza. Da circa 15 anni attraverso racconti, descrizioni, estratti video, Rosellina Goffredo accompagna il pubblico a conoscere o approfondire la conoscenza del repertorio della danza. Il balletto “Don Chisciotte” ha poco a che vedere col romanzo di Miguel de Cervantes, non narra delle avventure del fantomatico cavaliere. I protagonisti del balletto sono due giovani innamorati, Kitri e Basilio, che tra scherzi, gelosie e inganni riescono a sposarsi e a coronare il loro sogno d’amore… A seguire, a cura di Arte&BalettO, “Preludi di danza – 6 edizione” un galà in cui le Scuole di danza calcano il palco del Teatro per celebrare la danza in modo gioioso e condiviso.
BITONTO: ANNULLAMENTO spettacolo “FLOWING” al Teatro Traetta per LUTTO CITTADINO
A seguito del lutto cittadino proclamato per la giornata di domani dal Sindaco di Bitonto, Francesco Paolo Ricci, a causa del gravissimo incidente automobilistico avvenuto lo scorso 25 aprile, sono annullate tutte le attività culturali e/o ricreative, compresa la data dello spettacolo “Flowing” della compagnia ResExtensa in programma domani, 28 aprile, al Teatro Comunale Traetta. Lo spettacolo è rinviato a data da destinarsi. Le modalità di rimborso e di recupero dello spettacolo saranno comunicate prossimamente.
SAN PIETRO VERNOTICOteatro: ANTONIO STORNAIOLO E VITO SIGNORILE CON “#PIÙSHAKESPEAREPERTUTTI”. IL 28 APRILE AL TEATRO DON BOSCO
Prosegue la stagione teatrale organizzata dal Comune di San Pietro Vernotico in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Venerdì 28 aprile, in scena al Teatro Don Bosco “#PIÙSHAKESPEAREPERTUTTI”, un omaggio a William Shakespeare, che è al tempo stesso una lezione e scherzosa conversazione ideata e condotta dall’attore e presentatore Antonio Stornaiolo con Vito Signorile (sipario ore 20.30). Uno spettacolo leggero, ma mai superficiale che, con ironia ed uso di linguaggi giovanili e multimediali, racconta la figura del maggior drammaturgo occidentale. La caratteristica principale dell’azione teatrale si basa sul coinvolgimento degli spettatori che sin dall’inizio e continuamente vengono incitati ad esprimere giudizi, prendere parte alla storia, rispondere a test sul tema, inviare tweet ed sms in diretta su quanto sta accadendo “qui ed ora” nel luogo deputato alla rappresentazione. Un gioco teatrale, dunque, come nella miglior tradizione dell’improvvisazione scenica, che prende origine proprio dal teatro elisabettiano.
BARI: “DAB SPRING 23” PROSEGUE CON “HERES” DI EZIO SCHIAVULLI. IL 28 APRILE AL TEATRO KISMET OPERA.
Prosegue “DAB Spring 23”, il cartellone di spettacoli di danza di Bari che si inserisce nella stagione teatrale 2022/23 del Comune di Bari organizzata in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese. Venerdì 28 aprile, sempre sul palco del Teatro Kismet Opera, in esclusiva regionale, arrivano le evoluzioni di Ezio Schiavulli, Premio Danza&Danza 2022 come miglior autore e interprete, con “HERES – nel nome del figlio”, accompagnato da un ricco parterre di coproduzioni internazionali. “Heres” è un processo di creazione che si realizza tra settembre 2020 e maggio 2022. Combinando ricerca, creazione e insegnamento, il coreografo Schiavulli si impegna a creare legami tra la danza e la società. Per questo nuovo progetto percorre le tracce dei miti greci, un assolo particolarmente percussivo e musicale nato dalla collaborazione scenica con due batteristi della scena musicale contemporanea e internazionale, Anne Paceo e Dario De Filippo. Esplora i complessi di Edipo e di Telemaco, è un percorso di studio e di ricerca su un tema universale: quello del rapporto padre-figlio. È una domanda che parte dall’esperienza personale del coreografo che cerca di definire il ruolo e l’identità dell’erede: ”Quale eredità i padri lasciano ai figli? Eredi di un’assenza di valori, prospettive e radici o futuri artefici di nuovi orizzonti che vanno tracciati sulla base dell’esperienza dei padri?” Un tema immortale ma soprattutto opportuno ed essenziale per la società contemporanea, frastagliata e confusa, dove il significato della parola Erede oscilla, adesso come non mai, tra le sue due probabili etimologie: “essere privato, vuoto” e “colui che riceve”.
MESAGNEteatro: PRIMA PUGLIESE PER “LA LUNA E I FALÒ” DI E CON LUIGI D’ELIA. IL 29 APRILE AL TEATRO COMUNALE.
L’artista brindisino riscrive e interpreta uno dei capolavori della letteratura del Novecento, in un allestimento visionario al debutto regionale a Mesagne (BR), dopo il grande successo ottenuto alla prima nazionale, avvenuta in Emilia poche settimane fa. «E se avessimo sbagliato tutto? Se la memoria avesse bisogno di essere cantata in un altro modo intorno al quale non ci siamo mai realmente interrogati? E se invece fosse l’oblio a portare la luce? E un paese ci vuole davvero?»: da queste domande parte la riscrittura scenica, ad opera di Luigi D’Elia e Roberto Aldorasi, de La luna e i falò di Cesare Pavese, in prima pugliese al Teatro Comunale di Mesagne, a pochi chilometri da Brindisi, sabato 29 aprile alle ore 21, nell’ambito della Stagione di Prosa organizzata da Comune di Mesagne e Teatro Pubblico Pugliese. Dopo molti anni di lavoro sul racconto della natura, D’Elia sposta il fuoco sull’umano, sulla ricerca interiore, sulle domande pressanti che hanno a che fare con il ricordare, con la memoria, privata e collettiva, approdando alla sua prima vera opera come autore. La tappa a Mesagne assume un valore speciale perché proprio presso il Teatro Comunale D’Elia ha curato la direzione artistica di un lungo e importante progetto di residenza teatrale che negli anni ha dato vita ad una delle ricerche artistiche più significative del territorio, confluita, non secondariamente, nella candidatura della stessa Mesagne a Capitale Italiana della Cultura con il progetto UMANA MERAVIGLIA. Un ritorno quindi in scena a Mesagne di senso e particolarmente atteso. «Ne La luna e i falò, Cesare Pavese coglie il frutto aspro e maturo del tema di tutta una vita, quello del ritorno sui luoghi che da sempre sono i nostri e che, per poter vivere, siamo costretti a fuggire» aggiunge il regista Roberto Aldorasi «In questo tempo di grandi cambiamenti e domande, collettive e private, sui temi delle origini, delle identità, del passato e delle patrie, desideriamo fare tesoro di un’apertura e osare attraversarla con coraggio e con il caro, carissimo, Cesare Pavese. Come se lo incontrassimo per la prima volta. Qui e oggi». Luigi D’Elia (attore, autore, scenografo) Ha portato in scena la stagione d’oro di Jack London, l’amore senza paura di Don Milani, lupi, naufragi, foreste e storie selvagge. Soprattutto storie selvagge. Dalla sua ricerca materica e di parola sul racconto della natura sono nati spettacoli, progetti d’arte pubblica, festival, pubblicazioni, progetti di forestazione partecipata. Collabora da oltre dieci anni con Francesco Niccolini. Ha lavorato con Bevano Est, Claudio Prima, Radiodervish, Giorgio Albiani, Roberto Aldorasi, Emanuele Gamba, Fabrizio Saccomanno. La luna e i falò. Time never dies di Luigi D’Elia, liberamente ispirato a La luna e i falò di Cesare Pavese, regia Roberto Aldorasi, con Luigi D’Elia, spazio scenico Roberto Aldorasi e Francesco Esposito, disegno luci Davide Scognamiglio, foto Michela Cerini, produzione Compagnia INTI di Luigi D’Elia e Archètipo realizzata nell’ambito del progetto “Hermes – Heritage Rehabilitation as Multiplier cultural Empowerment with in Social contest” finanziato dal Programma Interreg V-A Greece-Italy 2014-2020, attuato dal Teatro Pubblico Pugliese in partenariato con Città di Fasano, il Ministero della Cultura e Sports della Grecia, l’Università di Ioannina, partner associato la Regione Puglia – Dipartimento Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio. Inoltre la produzione è sostenuta dal Festival Parthenium Calling e realizzata con la collaborazione della Fondazione Cesare Pavese.